Atlante di Torino



La Cappella della Sindone di Guarino Guarini a Torino

Un'analisi tecnico iconografica del capolavoro architettonico torinese


Guarino Guarini (1624 - 1683) entrò nell'ordine dei Teatini nel 1639 e lo stesso anno si trasferì a Roma per studiare teologia, filosofia, matematica e architettura. Qui conobbe i lavori di Francesco Borromini che influenzeranno profondamente la sua opera.
Nel 1647 ritornò a Modena dove venne ordinato sacerdote e nominato insegnante di filosofia. Cominciò la sua attività di architetto con lavori marginali per la chiesa dell'Ordine, intitolata a San Vincenzo.
Di ritorno da un viaggio in Spagna, fu attivo dal 1660 al 1662 a Messina dove, oltre ad insegnare alla scuola dei Teatini ed a coltivare interessi matematici e letterari, realizzò la chiesa della Santissima Annunziata, il Collegio dei Teatini e la Chiesa di San Filippo Neri (Messina). Tutte costruzioni andate distrutte durante il terremoto del 1908.
Nel 1660 tornò a Modena, e dopo un breve soggiorno partì per l'estero visitando la penisola iberica, il centro Europa e la Francia dove progettò un'opera oggi perduta: Sant'Anne La Royale di Parigi (1662).
Nel 1666 si trasferì a Torino dove rimase fino al 1681 come ingegnere e matematico di Carlo Emanuele di Savoia. Quasi tutti i grandi cantieri piemontesi del periodo registrano il suo intervento. Realizza, oltre alla Cappella della Santa Sindone e altri edifici minori, Palazzo Carignano, la Chiesa teatina di San Lorenzo e la chiesa di San Filippo Neri.
In questo periodo compie alcuni viaggi in Europa, in particolare a Praga e a Lisbona. Si occupa anche di argomenti teorici riguardanti la matematica e le discipline derivate: geometria, astronomia e architettura. Morì a Milano nel 1683.


La Cappella, che ospitò la Sindone dal 1694, venne commissionata a Carlo di Castellamonte dal duca Emanuele Filiberto di Savoia per conservare il prezioso telo (che la famiglia sabauda costudiva da alcuni secoli) a Torino.

Con il tempo i progetti vennero modificati dal figlio di Carlo, Amedeo di Castellamonte e poi dallo svizzero Bernardino Quadri. Alla fine il progetto venne affidato al Guarini che rivoluzionò il progetto basandolo su una pianta interna circolare, sopraelevata al presbiterio e comunicante direttamente con alcune sale di Palazzo Reale. (ex palazzo vescovile e futuro palazzo reale) e l'abside del Duomo di San Giovanni Battista (come si nota nella foto aerea qui a destra).
1) Duomo di Torino (S.Giovanni); 2) piazza San Giovanni; 3) palazzo Reale; 4) giardini reali; 5) palazzo Chiablese;
6) piazzatta Reale; 7) Seminario Arcivescovile; 8) teatro romano.

Esternamente la cappella è a pianta quadrata incastrata tra il Duomo e Palazzo Reale. Sopra la base si innalza un tamburo in mattoni a pianta poligonale con 6 grandi finestroni ad arco, incorniciati da lesene e protetti da un tetto che morbidamente si adagia sugli archi. Al di sopra c'è una copertura a cappella sorretta da costoloni su cui sono installate numerose urne in pietra. Tra i costoloni sbucano morbidamente linee arcuate orientaleggianti che disegnano numerose aperture a semicerchio, fino alla parte terminale della cupola, un piccolo tamburo circolare finestrato e prolungato con una struttura a cannocchiale (estranea al progetto originale, che prevedeva una cuspide a spirale).

La cupola della Sindone, al centro, quella del Duomo, in primo piano, e la Mole Antonelliana sullo sfondo.

All'interno il genio barocco del Guarini si concretizza: ai lati dell'altare maggiore del Duomo si aprono due portali in marmo nero che introducono a due scalinate scure con bassi gradini semicircolari.

Alla fine delle due scalinate si entra in due vestiboli circolari paralleli delimitati da colonne in marmo nero. Da qui si accede alla cappella, a pianta circolare, dove al centro svetta l'altare barocco (di 
Antonio Bertola) che conservava, in una teca d'argento e vetro, la Sindone.

Il pavimento presenta un disegno in marmo
nero e bianco che sottolinea l'importanza dell'altare, mentre grosse stelle di bronzo incastonate nel marmo bianco riflettono la luce proveniente dall'alto.

Rivestita di marmi neri, la Cappella culmina nella luminosa Cupola di forma conica, tra le più alte creazioni del Barocco, caratterizzata da sei ordini di archi sovrapposti, con un traforo a stella nella parte terminale.

Come si nota bene nell'immagine qui sopra le misure delle altezze dei sei livelli che compongono il cono centrale della cupola, sono di misura decrescente, più alti in basso, minori verso l'alto. Con questo sistema Guarini utilizzò la struttura stessa per ottenere un effetto ottico di slancio verso l'alto.

Il marmo nero era stato adoperato soprattutto nella parte più bassa della Cappella, quello grigio nella parte più alta. Salendo verso l'alto aumentava la pietra più chiara e cresceva di conseguenza l'effetto di verticalismo.

Con la pulitura della pietra, nel corso del restauro attualmente bloccato da problemi burocratici, era tornato nuovamente alla luce questo ulteriore slancio della struttura.


Illusione ottica

Una delle caratteristiche più affascinanti della cappella è la cupola. Guarino Guarini, infatti, non creò solo una complessa struttura architettonica, ma utilizzò la struttura stessa per creare un'illusione ottica.

Uno studio specifico del Dipartimento di Matematica dell'Union College di New York ha ricreato la cupola, utilizzando un modello al computer, per comprendere questo effetto ottico.

Guarino Guarini è noto anche per i suoi due trattati di architettura dal titolo "Architettura Civile" e "Disegni d'architettura civile et ecclesiastica", nonchè altri scritti che si concentrano sulle sue conoscenze matematiche.

In queste opere, oltre ad illustrare e discutere di strutture e progetti realizzati e non, tratta la geometria proiettiva di Desargue.

E' stata proprio questa nuova geometria che ha fornito la base scientifica per le sue ardite strutture, in particolare per le cupole.


Secondo R. Wittkower, "... ciascuno degli edifici del Guarini è stato una summa architettonica ...". L'architetto modenese, per la Cappella della Sindone, ha usato due particolari dispositivi architettonici: la cupola traforata e la creazione telescopica di spazio verticale. Due soluzioni già utilizzate nella chiesa di S. Anna-la-Royale a Parigi (iniziata nel 1663 e completata solo nel 1720, non più esistente) e San Lorenzo a Torino (iniziata nel 1634 dai Teatini affidata al Guarini nel 1666).

Il modello qui sopra, realizzato al computer, evidenzia le cinque parti fondamentali della struttura della Cupola della Sindone:
la cupola emisferica [rossa],
il cono di base [giallo],
il livello di forma trapezoidale [azzurro],
e il cilindro [blu].


Questa immagine rappresenta un modello semplificato basato sul disegno progettuale (qui a destra) sul quale sono stati effettuati i calcoli per iniziare lo studio di confronto sull'illusione ottica.




In questo modello il cono principale (giallo a sinistra) è stato rimpiazzato dai sei livelli di triangoli [viola e blu] che compongono il design interno della cupola.

Questo è un modello semplificato della cupola vista in rotazione nello spazio e vista dal basso ingrandendo l'interno della struttura.

Nel 1668 iniziò la costruzione della Cappella della Sindone su una struttura preesistente. Il tentativo di costruire una sede adeguata per questa reliquia infatti era iniziato nel 1430. Quando il lavoro venne affidato al Guarini questi rivoluzionò il progetto iniziale dando pianta interna circolare sopraelevata al presbiterio e mettendolo in comunicazione direttamente con alcune sale di Palazzo Reale.

Anche in questa cappella le strutture di Guarini culminano nella cupola "trasparente". Architetto geniale ed innovativo così come brillante matematico, Guarini esplora l'illusione ottica in modo diverso, creando una cupola "trasparente", un'illusione ottica geometrica ottenuta grazie all'utilizzo della struttura stessa. Inoltre, mentre il barocco classico (come si vede nelle opere di Borromini) è una struttura omogenea in cui ogni pezzo è facilmente leggibile, Guarini sceglie spesso un'anti-struttura omogenea che ricorda gli aspetti della tradizione manierista. Come afferma Meek: "...Guarini ha spinto la creatività architettonica e inventiva ben al di là del mondo di manipolazione del barocco e dell'illusionismo del trompe - l'oeil".

Guarini è stato un architetto eccezionale del suo tempo. Non solo i suoi scritti sono stati innovativi, ma le sue strutture complesse hanno superato tutto ciò che era stato tentato prima di lui. Era un matematico e filosofo brillante , docente, scrittore e architetto. Il suo forte background matematico è evidente e lui stesso in uno dei suoi trattati afferma: 'Thaumaturga insigni miraculorum Mathematicorum, coruscat Regali vereque architectura' - 'La magia dei matematici mirabile rifulge in una meravigliosa architettura regale'.

La cupola è divisa in sei strati e man mano che si estende verso l'alto, l'altezza tra gli strati diminuisce. Questo crea l'illusione ottica di una cupola che si allontana. Questo perché quando una persona guarda la cupola, percepisce che le altezze (tra i vari strati) diminuiscono, mentre il cervello si aspetta che ogni strato sia uguale.

Il diagramma qui a sinistra è stato creato per studiare questa illusione ottica: è la simulazione di una persona P in piedi sul pavimento della cappella mentre guarda verso l'alto la cupola. Il cono reale è rappresentato in nero, e le altezze crescenti dei livelli misurano rispettivamente 1,70, 3,00, 3,78, 4,49, 5,10 ed 5,69.
Le altezze mostrate in blu sono invece equidistanti 1,70 cm l'uno dall'altra.

Le linee di vista (rosse) dall'occhio P attraversano le altezze reali sul cono (punti neri) e si estendono fino a che non si intersecano con le altezze equidistanti (teoriche). I punti di intersezione (blu) sembrano all'osservatore essere nella stessa posizione di quelli reali (dal momento che sono sulla stessa linea di vista). Poichè il cervello elabora gli strati come equidistanti, la forma della cupola, che l'osservatore pensa di vedere, è quella rappresentata in blu (non quella reale, in nero, più bassa).

L'animazione a sinistra mostra il cono muoversi dalla sua forma reale alla forma distorta dell'illusione ottica. La prima è la forma che si vedrebbe se Guarini avesse mantenuto uguali tutte le altezze tra i livelli a triangolo, invece di diminuirle progressivamente.


L'animazione a destra prima mostra i sei strati esagonoli visti dal basso. Poi, l'immagine ruota ad una vista laterale e gli strati sono distorti rendendo le altezze tra gli strati a triangolo uguali. Quindi l'immagine ruota nuovamente per dimostrare che la visione è la stessa, anche dopo la distorsione.
Stando in piedi direttamente sotto la cupola e alzando gli occhi, il cervello presuppone razionalmente che le distanze tra gli strati esagonali siano uguali, mentre l'occhio percepisce l'illusione che le differenze tra gli strati sono in diminuzione.

Guarini ha diminuito l'altezza tra ogni strato creando l'illusione che la cupola si erga più in alto nello spazio di quanto non faccia realmente.



I caratteri formali e stilistici della cappella sono:

1) l'effetto di stupefacente luminosità all'interno, che coinvolge emotivamente il visitatore.

E' studiato magistralmente miscelandolo gradualmente nelle tre parti dell'edificio: la zona della scalinata è in penombra, la zona dei vestiboli e intorno all'altare in semi-penombra, la zona della cupola è caratterizzata dalla luce intensa che filtra attraverso i finestroni e le aperture superiori. Il passaggio tra i tre livelli, quindi, costituisce un approccio altamente suggestivo.

2) il verticalismo accentuato delle strutture

3) il capovolgimento delle strutture tradizionali.


Iconografia

Nell'iconografia e nell'articolazione della cappella si evidenziano particolari figure, schemi e numeri:
le s
telle, i simboli della Passione, le grottesche, le linee curve e sinusoidali, il numero tre e il colore nero.

Ciascuno di questi elementi aveva per la cultura barocca (e quindi anche per quella torinese) un significato simbolico chiaro e definito.

I simboli della Passione nei capitelli delle pareti delle scalinate si riferiscono alla reliquia custodita nella cappella.

Riferimento funerario alla Passione di Cristo sono anche i marmi neri.

Le grottesche dipinte sui lati delle finestre delle rampe d'accesso, torsi senza membra e senza ragione, indicano la condizione irrazionale della materia bruta.

Le linee ondulate ampiamente usate nella forma esterna della cappella, costituiscono un'altra esplicita allusione simbolica di carattere astrologico.

Un riferimento di questo tipo si può individuare anche nello schema di base dell'impianto della cappella che richiama quello rappresentativo dell'eclissi di sole, così come venne disegnato dal Guarini nell'opera Caelestis Mathematicae.

Schema dell'eclissi di sole in Caelestis Mathematicae - Torino 1863

Le stelle presenti sul pavimento e sulla sommità della cupola hanno un chiaro riferimento astrologico e cosmologico.

Tutta l'opera fa riferimento al numero tre e ai suoi multipli. All'esterno della cupola,nel tamburo, sei sono i finestroni, dodici sono gli archi esterni divisori, tre sono i gradini che sostengono la lanterna la quale è, a sua volta, divisa in tre piccoli cilindri sovrapposti.

All'interno il numero tre si trova nello schema planimetrico (disegno a destra) (triangolo equilatero), nei tre ambienti (due vestiboli e cappella), nell'iterazione delle colonne (a gruppi di tre), nelle tre volte in cui sono tripartite le scale e nelle tre nicchie per parte nelle pareti corrispondenti, nei tre arconi che rinserrano il tamburo della cupola, negli esagoni (multipli di 3) che decorano i sottarchi.

Il tre è simbolo trinitario e divino, allude anche al triduo della Passione (venerdì, sabato e domenica), i giorni della morte, della permanenza nel sepolcro e della resurrezione.

Il sei forse richiama i giorni della settimana santa o l'ora sesta della morte di Cristo, a cui certamente si riferisce anche lo schema dell'eclissi di sole nella planimetria dell'impianto della cappella.

Anche la salita sulla scalinata della cappella, che inizia nella penombra e si conclude nella luce della cappella, allude probabilmente all'itinerario del Calvario, alla Passione seguita dalla Resurrezione.

Non c'è dubbio che questa serie di allusioni simboliche, strettamente connesse con la funzione della cappella, fosse subito percepita da fedeli e visitatori in un contesto come quello della corte torinese che esaltava la Sindone per il suo significato mistico e per l'aura pitagorica che circondava la reliquia.

Questi elementi sono ben evidenziati in una serie di scritti sull'argomento:

Tesoro Celeste in discorsi morali sopra la S.Sindone di N.S. Giesù Cristo composto da P.Go.Francesco Sospello (1625)

La grandezza della SS.ma Trinità di Glielmo (1650)

Nell'adorazione perpetua della SS.ma Trinità di anonimo (1680)

Pianta della cappella della Sindone, nell'incisione derivata dal progetto originale guariniano.


L'interno della cupola:

1) Il cupolino a pinnacolo, con funzione di lanterna, invisibile dall'interno

2) La cupola di forma conica, percorsa da nervature incrociate e da occhielli destinati a produrre particolari effetti di luce

3) Il tamburo scandito da ampie monofore

4) Il fregio ad architrave, che ricorda come la cappella
"fu iniziata da Carlo Emanuele II e conclusa da Maria Giovanna Battista".
In realtà la cappella fu portata a termine nel 1694.

5) L'interno fu concepito in origine come una cappella funereria a pianta circolare con tre ingressi, scandita da tre arcate di ordine gigante.


Bibliografia

* Sciolla Giancarlo, Insegnare l'arte - 1990
* Risa Tollin - Optical Illusion & Projection in Domes: A Study of Guarino Guarini's Santissima Sindone
* Varriano, J., Italian baroque and rococo architecture, New York, 1986.
* Minem, M.A., & Foulis, D.J., Calculus with analytic geometry, Worth Publishers, Inc., New York, 1984.
* Meek, H.A., Guarino Guarini and his architecture, Yale University Press, New Haven and London, 1988
* Wittkower, R., Studies in the italian baroque, BAS Printers Limited, Great Britain, 1975.




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