Atlante di Torino

 


La nuova arte
Nei primi anni del novecento la città si lanciò in un’avventura, che, come avvenne per l’auto e la moda, avrebbe segnato il ventesimo secolo, il cinema.
Solo nel periodo del cinema muto vennero girati a Torino più di 3.500 film.


Vittorio Calcina (1847-1916 - nella foto a fianco) e Angelo Rosso furono i primi pionieri.
Aprirono a Torino una piccola casa di posa e girarono il primo film italiano: una comica.


Da quel momento la città divenne preda della passione cinematografica e, fino al 1915, le sale cinematografiche di Torino continuarono a crescere a vista d’occhio.


Fino all’inizio della 1° guerra mondiale si contavano in città 21 case di produzione:
Carlo Rossi & C. - 1907 in corso Casale.
SIC-Unitas - 1907 (prima casa di produzione cattolica)
Itala Film - 1908 di Carlo Sciamengo e Giovanni Pastrone.
image-1Ottolenghi - 1907 diventa Aquila Film in corso Dante 41, prima in Italia a produrre film dell’orrore, alcuni diretti da Roberto Roberti, padre di Sergio Leone.
Pasquali e Tempo -1908 in via Giacinto Collegno 46, poi in via Brugnone 22 dove gira “Ettore Fieramosca” con 200 attori e 40 cavalli. Poi in corso Stupinigi 75
Savoia Film - 1911 in via Cardinal Maurizio
Film Artistica Gloria - 1913.
Leonardo da Vinci - 1913 in via Sacra di San Michele 47.
Cenisio Film - 1914 in via Balangero 336, vi partecipano Giovanni Agnelli e Vittorio Valletta.
Bonnard Film - 1914.
Corona Film - 1914 in corso Vercelli 14.
Eula Film poi Imperial - 1915 in via Moncalvo 7.
Ridolfi Film - 1919 in via Bertola 39.

Lo studio Fiori Enrico Roma Torino (da cui la sigla FERT) fondato a Torino da Enrico Fiori sul far degli anni venti (1919) ed attivo fino agli anni settanta.

image-1Società Anonima Stefano Pittaluga
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Fu costituita a Torino il 19 marzo 1911 su iniziativa di Stefano Pittaluga, con una capitale sociale di lire 2.000.000 e sede legale in via Viotti 4. Iniziò le proprie attività nel campo del noleggio, la distribuzione e l'importazione di film stranieri, in particolare da Germania e Stati Uniti.
In poco tempo, l'Anonima Pittaluga si espanse in tutto il territorio nazionale, creando numerose filiali e sale cinematografiche (ne contò oltre 200). Passò alla produzione nel 1924, anno a partire dal quale rilevò diversi stabilimenti di ditte fallite, come la Fert, la Rodolfi Film, l'Itala Film e la Cines, e costituì due nuove società denominate Fert-Pittaluga e Cines-Pittaluga.
Nel 1926 rilevò anche gli stabilimenti dell'Unione Cinematografica Italiana, sua principale concorrente interna nella distribuzione dei film, settore nella quale la Pittaluga consolidò il proprio dominio in Italia. Nel 1929 la sede fu spostata a Roma.

Attive anche: Caserini, Comoedia-Drama, Vidali e Fotocelere.

 

 

Giovanni Pastrone (1883-1959). Nel 1905 entrò come semplice contabile nella casa cinematografica di cortometraggio “Rossi & C.” e grazie alla conoscenza di tre lingue straniere ottenne l’incarico di corrispondente.
Nel 1907 divenne il direttore amministrativo e nel 1908 comproprietario con Carlo Sciamengo dando il via alla nuova casa di produzione “Itala Film”.
image-1image-1Pastrone considerava il cinema come un’industria: fece costruire nuovi capannoni per circa 22 mila mq. per sfruttare al massimo la luce del sole.
Si affinò nei procedimenti tecnici inventando e brevettando il “fixitè”, un procedimento per impedire lo slittamento della pellicola. Creò anche un circuito di sale cinematografiche per la distribuzione.
Nel 1910, a ventotto anni, cominciò ad affrontare la regia, inventò il carrello.

image-1image-1image-1Produrrà Cabiria, nel 1914, con la collaborazione di Gabriele D’annunzio, che più che altro non fece che controfirmare e correggere la sceneggiatura scritta da Pastrone. Fu il momento culminante del cinema nato a Torino.

Nel 1914 c’erano in città 73 sale cinematorgrafiche.
Nel 1919, all’apice del successo, abbandonò l’attività cinematografica per dedicarsi a studi ed esperimenti di medicina.

 

Arturo Ambrosio (1869-1960) produsse ben 1478 film. Nel 1904, insieme a Roberto Omegna, cugino di Guido Gozzano, girò i primi documentari italiani: la prima corsa automobilistica Susa-Moncenisio, la prima produzione cinematografica a livello industriale in Italia e le manovre degli Alpini al colle della Ranzola.
Trasferì il suo negozio da via Roma a via Santa Teresa e nel 1905 costruì, nella sua casa di via Nizza 187, una piattaforma circondandola di tende.
Prende così corpo il primo teatro di posa all’aperto della società “Film Ambrosio & C.”
Nel 1906 sforna 88 titoli di film, 100 nel 1907.
La società si trasforma in “Società Anonima Ambrosio Film” e realizza nel 1908, ben 189 film che diventano addirittura 286 nel 1909. Negli studi della sua società debuttano i maggiori attori italiani, tra gli altri: Eleonora Duse, Tina Di Lorenzo, Armando Falconi, Ermete Novelli.
Nel 1911 costruisce uno stabilimento di più di 1.000 metri in via Mantova, considerato il più progredito e innovativo d’Europa. Sul tetto, fabbricato con lastre di vetro armato, zampilla l’acqua di refrigerazione; all’interno elevatori, ponti, passerelle scorrevoli e sistema di condizionamento dell’aria; 42 camerini con bagno per gli artisti e un’attrezzata sartoria.
Il giorno di Natale del 1913 Arturo Ambrosio inaugura anche una sala cinematografica, con annessi locali di ritrovo, che ancora oggi porta il suo nome in corso Vittorio Emanuele II.

image-1Cinema storici nei primi anni del novecento:
Palazzo (poi Corso) - in corso Vittorio Emanuele II angolo via Carlo Alberto
Ghersi - via Roma 40 - angolo via XXIV Maggio dal 1915 al 1935 circa (vedi foto sotto)
Vittoria - via Roma angolo via XXIV Maggio
Ambrosio - corso Vittorio Emanuele 52
Ideal - corso Beccaria angolo via del Carmine

 


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