Atlante di Torino



image-1image-1Pallacorda
Si giocava nei Trincotti settecenteschi, piccole palestre nei cortili dei grandi palazzi, si giocava alla pallacorda. Il pallone, che aveva ben poco a che fare con quello attuale, si giocava sotto i bastioni del palazzo Reale e della cittadella. Nel 1865 il Municipio costruì un impianto che poteva ospitare 750 spettatori, sul limite della piazza d’Armi di allora, sull’attuale corso Matteotti.
La pallamaglio si giocava in c.Massimo D’Azeglio tra c.Marconi e via Valperga Caluso, di fianco c’era il tiro a segno e di fronte, sui prati del Valentino, campi di football, cricket, tennis e ippica. Fino alla fine del 700 in Borgo Dora si praticava il tiro a segno denominato Tiro del Pappagallo col re archibugiere.
Gare ippiche si disputavano lungo via Doragrossa fino al 1809. Negli ultimi anni si disputavano il giorno del compleanno di Napoleone, il 15 agosto. Si arrivava fino alla strada per Rivoli (corso Francia) a 2,5 chilometri dalla città. Il traguardo era a palazzo Madama
Nel 1835 venne creta la Società Piemontese delle Corse che organizzava corse di cavalli nella piazza d’Armi di San Secondo (quella situata nella zona dell’attuale c. Vittorio, a ovest di Porta Nuova.
Nel 1837 i frequentatori del tiro a segno, sito in Borgo Dora, si riunirono nella Reale Società del Tiro che si stabilì nei giardini del castello del Valentino.
Nel 1847 nacque la Società di Scherma, poi nel 1878 la Società Ginnastica, con sedi in via della Ginnastica 11 e corso Principe Umberto 23, il Circolo Alpino, in piazza Castello 25, e i circoli dei Canottieri e dei Pattinatori, in lungo Po vicino al Castello del Valentino.

Nel 1880 il Club Alpino Italiano, nato nel 1863, affiancò il Circolo Alpino nella nuova sede di via Lagrange 13. Tre anni più tardi fece la sua apparizione il Veloce-Club Torinese, (velocipedisti) in c. Vinzaglio 26 angolo via Magenta.

L’esposizione del 1884 promosse la diffusione sportiva, nascono: il Circolo Velocipedistico Torinese, c. Vittorio Emanuele n. 28, la Società dei Triciclisti, ospitata nelle sale del Veloce Club, la Società Torinese delle Corse dei Cavalli in via Plana 8, la Società del Tiro a Segno Nazionale, con sede nel palazzo Civico.
Le prime squadre di calcio d’Italia sono state le torinesi, fondate nel 1887, il Torino Football & Cricket Club - maglia a strisce rossonere) e i Nobili Torino (a strisce arancione e nero). Nel 1890 i due club si fondono nel Football Club Internazionale Torino, conservando la maglia a strisce arancio e nero.

Nella 1889 troviamo la Società di Scherma in via Principe Amedeo 20 bis, con re Umberto I presidente onorario. Il Club di Scherma, fondato nel 1879, è in via dell’Ospedale 13.
Il canottaggio ha grande seguito: il Rowing Club Italiano con sede in Galleria Subalpina, opera insieme a altre società di canottieri: Armida, Cerea, Eridano, Caprera, Esperia.
Nel 1892 viene inaugurata una nuova sala da ginnastica cittadina, la «Palestra Ginnastico-Ricreativa della Sezione di Torino» ubicata al Monte dei Cappuccini e gestita dal CAI; il Veloce Club Torinese, fondato il 6 maggio 1882, continua a mantenere la propria sede al Valentino, nell’ex locale dello skating-ring, mentre le gare si disputavano al Ciclodromo di corso Dante 40.
Nel 1893 fu inaugurata la Società dei tiri a volo a villa Spinola, in stradale Moncalieri, al Pilonetto. In questo periodo si attivarono anche il Club d’Armi in via Arsenale 11, del Tiro al Piccione, al ponte Regina Margherita, della Società dei Tiri a Volo, in strada Stupinigi, del Circolo di Scherma, in via XX settembre 67, e del Circolo Schermistico Torinese in p.Castello 18.
Il Tennis, era praticato al club del parco del Valentino, poi trasferito in Borgo Crocetta, mentre il Gioco del Pallone, era allo sferisterio di via Napione 32.
image-1Nel 1898 comparve l’Unione Pedestre Torinese, con sede in Stradale di Stupinigi presso la Birreria Umberto I, che raggruppava i sodalizi dell’Atalanta di c.so Peschiera 27, del Circolo Atletica di via San Francesco da Paola 11, dell’Audace di via Principe Tommaso 5, e dello Sport Pedestre Teseo di corso Oporto 25 .
Sempre in quell’anno nacque la Federazione Italiana del Football, in piazza Castello angolo via Barbaroux. I primi club cittadini furono: Club Internazionale del Football, piazza Solferino 11; Football Club Torinese, via Po 11; Squadre Football della Società Ginnastica, via Genova 20.

Verso la fine del secolo ha grande diffusione la bicicletta: nasce l’Unione Velocipedistica Italiana, con sede in via Lagrange 34, oltre alla sezione torinese del Touring Club Ciclistico Italiano. I locali sociali del Ciclisti Club si trovavano in corso Vittorio Emanuele II e via Massena 1, la pista di gara, il velodromo Umberto I, «in fondo al corso Re Umberto» affiancava l’altro impianto cittadino, il ciclodromo di corso Dante 40, sede del Veloce-Club Torinese. Tra le squadre: la Società Il Pedale di via XX Settembre 40, i Biciclettisti Club di via Goito 7, la Società Ciclistica La Torino di via Bogino 4, e il Family Cycling Club la cui sede fu stabilita nel negozio del presidente Adolfo Jourdan, il medesimo locale utilizzato dalla Federazione del Football di cui Jourdan era segretario e cassiere.
A fine secolo si diffonde anche la passione per i motori: l’Automobile Club d’Italia in corso Vinzaglio 25, diretta da Roberto Biscaretti di Ruffia e Giovanni Agnelli, consigliere tra l’altro del Veloce-Club Torinese.

image-1Alle soglie del Novecento la Società Rari Nantes stabiliva la sede nella «Casina Sociale» presso il Ponte Isabella.
Intanto si accendeva la grande passione per il pallone: la Juventus, fondata nel 1897, con sede nell’officina del capitano e presidente Enrico Canfari, in corso Vittorio Emanuele II 98, trasferita poi in c. Re Umberto 42. Il «Giuoco del Football» veniva praticato nel «Giardino della Cittadella», gestito dalla Società Ginnastica. La Società Torinese per le Corse al Trotto, fondata nel 1897 con sede in Galleria Subalpina.
L’Unione Podistica Italiana, si stabilì in via delle Finanze angolo vicolo del Teatro 2, mentre il «Giuoco del Pallone», trasferito nel «Nuovo Sferisterio» all’angolo dei corsi Re Umberto e Peschiera, fu affiancato dallo «Sferisterio Spagnuolo» di via Madama Cristina 73 e dal rinnovato «Sferisterio Torinese» di via Napione 34.

Nel 1902 anche il Circolo degli Artisti si dotò di una sezione nautica, presieduta da Roberto Biscaretti di Ruffia.
Continua l’espansione del calcio con lo Sport Club Audace, con sede in via Silvio Pellico 1, mentre viene creata la Società Italiana di Salvamento, in via dell’Ospedale 19. La nuova sede del Rowing Club Italiano, in via San Francesco da Paola, ospitava anche la sezione torinese della Lega Navale istituita nel 1900 e la Fédération International des Sociétes d’Aviron, «fondata nel Congresso Internazionale di Torino nel 1892.
La Polisportiva Po, con sede in via Biamonti 3, si occupava di «scherma, sciabola, fioretto, bastone, coltura fisica, lotta atletica, ciclismo, automobilismo, podismo, palestra e ginnastica».
In via Avigliana angolo via Fanti, nacque il New Tennis Club presieduto da Franz Schoenbrod, fratello di Hans che due anni più tardi fondò il Torino calcio.

Il Club Alpino Italiano, trasferitosi nel 1905 in via Monte di Pietà 28, ospitava anche lo Sky-Club, mentre il Club Ciclo-Alpino si ubicò in via Santa Chiara 20.
Quell’anno la Juventus Foot-ball Club, trasferitasi in via Roma nel «Caffè della Borsa», giocò al motovelodromo Umberto I ed i colori sociali furono definitamente stabiliti in «bianco e nero a strisce longitudinali».

Nel 1906 all’Automobile Club d’Italia, con sede in via Bogino 13, si affiancarono la sezione torinese dell’A.C.I., il Moto Club Torino, in via Juvarra 20, il consolato del Touring Club Italiano, in piazza Castello 22, nonché l’elenco dei 460 proprietari di automobili circolanti in città. In esso figuravano la Duchessa d’Aosta (targa n. 262), il Municipio di Torino (targa n. 361), il Duca degli Abruzzi (targhe n. 160 e 332), anche se il primato spettava alla Fiat con ben sei autovetture (targhe n. 105, 219, 247, 299, 301, 398).

Il 1906 registrò la “rivoluzione” avvenuta nel mondo del calcio con la scomparsa dello storico F.C. Torinese e l’avvento del Foot-ball Club «Torino» che strappò il motovelodromo alla Juventus, la cui sede fu trasferita all’Hotel Fiorina e il campo di gioco «presso il lato sud di piazza d’armi nuova: incrocio corso Sebastopoli e corso Vinzaglio».

Nel 1910 ci sono ben trentun società bocciofile riunite nella loro Unione con sede al Martinetto presso il gruppo bocciofilo del Tiro a Segno. Nello stesso anno lo storico sferisterio Umberto I, ubicato in corso Re Umberto angolo corso Peschiera, fu intitolato a Edmondo De Amicis.

Nel 1911 prende piede il nuovo passatempo del «volo». La Sezione di Torino della Società Aeronautica Italiana in corso Regina Margherita 52, l’Aereo Club Italiano di via Tiepolo 5, la Società Aviazione di Torino con sede presso la Galleria Nazionale in via Roma 28, la Società Campo aviazione Salussola, in via Sacchi 28 bis.

Nel calcio comparvero il Piemonte Foot-Club che giocava sul «campo proprio in stradale di Orbassano presso Villa Rignon»; il Club Sport Audace, presente già da alcuni anni sulla scena torinese con sede in via Campana 6, e lo Sport Club Cavour di via San Quintino. La novità più importante dell’anno fu la nascita della societa Stadium.
La Juventus disputava le gare interne in «Piazza d’Armi nuova, lato sud» all’incrocio tra corso Vinzaglio e corso Sebastopoli, il Torino, si esibiva in «Piazza d’Armi nuovissima», in viale Stupinigi angolo corso Sebastopoli.

Negli anni 20 il Campo di aviazione e l’Ippodromo, sono localizzati in strada di Stupinigi, il Motovelodromo in strada Casale angolo via Valpiana, lo Stadium alla Crocetta, lo «Sferisterio Vanchiglia» in via Napione 34 e i campi da gioco delle società di football: la Juventus gareggiava nell’impianto «Società Spettacoli Sportivi» di corso Marsiglia angolo via Tripoli, il Torino giocava nel «Campo sociale di corso Sebastopoli» e, dal 17 settembre 1926, nello storico stadio «Filadelfia».

Il 14 maggio 1933 viene inaugurato lo «Stadio Mussolini» di fronte a 70.000 spettatori: Nel 2006 dopo la ristrutturazione, ospiterà la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino.

image-1Il Filadelfia
Voluto dal Conte Enrico Marone di Cinzano, allora presidente granata, su progetto dell’ingegnere Gamba, professore al Politecnico .
L’inaugurazione avvenne il 17 ottobre 1926, in occasione della partita Torino - Fortitudo Roma, presente il principe ereditario Umberto, la principessa Maria Adelaide e 15.000 spettatori. I granata si imposero per 4-0.
Questo stadio vide le partite interne del Torino fino sul finire degli anni ‘50: qui i granata vinsero sei dei loro sette scudetti, a cui va aggiunto anche quello revocato nel 1927.
Divenne inviolabile negli anni ‘40, ai tempi del Grande Torino: furono un centinaio le partite consecutive senza sconfitte, in maggior parte vittorie (anche con punteggi roboanti, come un 10-0 rifilato all’Alessandria). La serie positiva continuò per qualche tempo anche dopo la tragedia di Superga.