Atlante di Torino

 



image-1I caffè sono una delle istituzioni della città. Da sempre vi si praticava il gioco d’azzardo: bassetta, birichin, faraone, encarté e goffo, ma soprattutto si parlava di politica in quanto era molto più sicuro riunirsi in luogo pubblico, piuttosto che in case private.
Buona parte della storia del Risorgimento si scrisse proprio in questi locali fumosi
Proprio per questo motivo nel 1821, dopo i disordini, agli studenti venne proibito l’ingresso.

 

 

image-1Nel 1852 in città operano 163 caffè, 74 trattorie, 104 osterie, 10 cantine, 22 bottiglierie.
La bevanda più celebre furono il bicerin (latte, caffè e cioccolata mescolati e dolcificati con sciroppo) e la bavareisa (gli stessi ingredienti ma separati).

A mezzogiorno per l’aperitivo il vermuth nelle tre versioni: Carpano, Gancia e Cinzano. Al pomeriggio il sorbetto, la granatina, l’orangeade o la fiocca con gli oblio.


image-1Ecco un breve riassunto dei caffè più famosi con i loro frequentatori abituali, secondo i rapporti della polizia che li controllava:
Alfieri - via Po 9 - studenti più impegnati e professori
Alpi - via Garibaldi angolo via Consolata, frequentato dal clero.
Aurora - via S.Tommaso 15, massoni




Baratta - primo caffè con illuminazione a gas.
Barone - via Doragrossa angolo contrada dei Pellicciai. Qui si tenevano i rapporti clandestini tra Torino e Milano (1821).


image-1Bedotti - via Doragrossa angolo via Bellezia, avvocati. Dal 1848 ritrovo dei democratici.
Biffo - al fondo di via Po al rondò. Studenti. Noto anche per il gioco d’azzardo
Burello - in corso Vittorio Emanuele II angolo via Rattazzi, ritrovo elegante di dame e ufficiali, ma soprattutto degli imprenditori della nascente industria dell’automobile.


Calosso - via Doragrossa 3 (il 5/11/1847 Della Lega Italiana) filonapoleonici. Poi avvocati e burocrati delle cancellerie
1838 Silvio Pellico racconta che i camerieri vestivano di nero con guanti bianchi. Nel 1843 per primo introduce il resto asciutto (precedentemente, a seguito della peste, le monete venivano poste in un recipiente con acqua per igiene) e le tazze con i manici.
Sulla porta di questo caffè, nel 1848, una sera il figlio del capo della polizia, conte Fabrizio Lazari, aggredì il giornalista Bersezio che con lo pseudonimo di Fra Satana aveva criticato ferocemente il padre.
Sempre nel 1848 Novaro musica l’inno di Mameli, lo comunica qui e gli avventori vanno a casa del Valerio (via Rosa Rossa - xx Settembre) per ascoltarlo in anteprima.

image-1Cambio - In piazza Carignano. Nel 1760 ospitò Giacono Casanova. Nel 1818 vi si praticava il cambio delle monete, e quello dei cavalli della diligenza per Parigi. Nel 1846 introduce la luce a gas
Carpano - in piazza Castello, celebre per il Punt e Mes.
Catlina - piazza della Legna al fondo di via Santa Teresa - filonapoleonici
Centro - via Roma 12 frequentato da Filippo Juavarra; accanto alla bottega di madama Basile prima passione del giovane Rousseau.
Chinese - via Bellezia via S.Chiara 8 - rivoluzionari
Colonne - (poi Vassallo quindi Nazionale) via Po 33 angolo via Ambasciatori. Democratici e repubblicani emissari segreti francesi, poi filonapoleonici.
Sotto la denominazione Vassallo è frequentato dai reazionari. Nel 1846 ospita gli esiliati e gli ufficiali del neonato corpo dei Bersaglieri.
Nel febbraio 1848 Roberto D’Azeglio vi arrivò trafelato con la prima copia dello Statuto per leggerlo in anteprima.

image-1Commercio - via Doragrossa 4
Concordia - via Po - massoni
Conte Verde - via conte Verde - mal frequentato, criminalità
Corona Grossa - piazzetta della Corona Grossa 13 (largo IV marzo) diventò poi Albergo dell’Unione - covo di giacobini - di fronte il 7/2/1799 fu innalzato l’albero della Libertà repubblicana

Degli Amici
- società segrete
Delle Alpi - Ospitò gli ufficiali napoleonici, Edmondo De Amicis vi scrisse buona parte del libro Cuore. Poi frequentato da giudici e avvocati del Tribunale.
Diley - via Po angolo via Carlo Alberto. Vi si tenevano i rapporti clandestini tra Torino e Milano (1821). 1848 repubblicani. Diventa poi Romano.
Fiorio - via Po, reazionari; per questo veniva detto “Caffè delle code” (per i codini). Prese anche il nome di Bava. Uno dei preferiti dai funzionari del governo (che lavoravano nella vicina piazza Castello), si praticava il gioco d’azzardo. Per la confusione che vi regnava Cavour decise di fondare il circolo del Whist per potersi riunire e giocare in pace con gli amici.
Nel 1848 soprannominato caffè Radetzky.
Nel 1850 diventa caffè della Confederazione, frequentato dagli usurai.

image-1Durio - era una grande birreria in via Cigna, con una carrozza speciale che collegava il locale a piazza Castello
Giamaica - via dei Pellicciai angolo via del Gallo – rivoluzionari

Ligure - di fronte alla stazione, inaugurato nel 1855 costò 1.000.000 di franchi. Affrescato dal Gonin.
Lombardo - piazza Vittorio 24 esuli lombardi
Londra - via Po 14 gioco d’azzardo. Studenti. 1° sala da biliardo dove si poteva fumare.

Madera 18 - tra via dei Conciatori e via dell’Ospedale, ritrovo dei giornalisti. Nel 1848 forniva ben 110 giornali diversi da leggere nelle cartelle allineate lungo una parete.
Marsiglia - via della Palma 4 (via Viotti) che evocava la Marsigliese, covo di giacobini poi filonapoleonici
Massimino - via S. Tommaso - rivoluzionari
Meridiana - In galleria Natta (San Federico) dove poi ci fu il cinema Lux, frequentato da De Amicis e Giacosa.
Molinari - in piazza Solferino. Locale equivoco (prostitute e cocottes).
Molineri - cantone San Gallo in piazza delle Erbe. Qui si pagava il pedaggio delle merci. Filonapoleonici.

Oriente - via delle Patte (via Corte d’Appello angolo via Bellezia) massoni.

Pepino - (1888) di Domenico Pepino, si potevano degustare i “pezzi duri più buoni d’Europa”.
Perla (poi Accademia)- via Accademia Albertina angolo Borgonuovo. Caffè degli esuli meridionali che intorno al 1850 contavano oltre 850 fuoriusciti. Ritrovo di letterati, come Francesco De Sanctis, descritto anche da De Amicis.
Piemonte - via San Filippo 1. Al piano terra del Palazzo dell’Accademia delle Scienze. Primo con sala non fumatori. Nello scantinato tre sale e 12 biliardi (verranno sfruttate fino ai giorni nostri dal caffè Impera), con mille posti a sedere, antinapoleonici. Uomini di scienza come il Plana. In seguito più aristocratico del Fiorio.
image-1Progresso - via Vanchiglia 8. Costruito dal conte Birago tra i prati di Vanchiglia. Nel sottosuolo due piani di sotteranei con cunicoli che conducevano a piazza Castello e ai Murazzi. Nel 1830-34 Diventa covo dei Carbonari.
Rolle (Fassio) – chiude nel 1950 uno dei più vecchi caffè chantants in piazza Statuto angolo corso Principe Oddone
Rondò - piazza Vittorio Emanuele 1. Gioco d’azzardo e dal 1848 punto di ritrovo degli artisti che qui decisero di fondare il Circolo degli Artisti.
Rotonda - costruito dall’architetto Romano sui bastioni dei Ripari (piazza Cavour) Qui ebbe sede nel 1868 lo stabilimento fotografico Lieure che divenne fotografo di corte.
Rosso - all’angolo tra le vie Bellezia e Doragrossa. Militari alto grado, ex napoleonici.

S. Carlo - Nella piazza omonima, nel 27 aprile 1848 vi collocarono la commissione di arruolamento della Guardia Nazionale ottenendo subito 500 iscrizioni.
S.Filippo - all’angolo tra via S.Filippo e via Lagrange. Chiamato il caffè del silenzio per la tranquillità che vi regnava.
Svizzero - via Barbaroux 4. Utilizzò gli arredi del primo parlamento italiano (sino al 1865) frequentato da studenti, militari e ninfette e da Lorenzo Gagliardi “Paisan d’Chjer”. Nato appunto a Chieri nel 1821, si dedicò al biliardo diventando professionista. Una volta a Milano si chiuse in un caffè per aspettare che il Gagliardi andasse a Chieri a prendere una stecca nuova.... Tutto bene finchè passo alle carte dilapidando tutto quello che aveva guadagnato. Morì sul biliardo del caffè Polledro.

Venezia - via Po esuli veneti.

La spia dell’Austria
I caffè, così frequentati, erano anche ritrovo di sobillatori, spie e degli informatori della polizia. Fece scalpore, ad esempio, la storia di Lorenzo Giribaldi, studente squattrinato che scomparve dalla città, ritornandovi dopo qualche anno elegante, forse ricco, certamente di idee liberali e repubblicane. Riallacciò i contatti con i vecchi compagni di studi, frequentò i caffè alla moda, sempre parlando delle sue frequentazioni con Mazzini e sobillando e arrabbiandosi per le incertezze di chi lo ascoltava. Arrestato fu allontanato dalla città, più tardi si scoprì che era una spia dell’Austria.