Atlante di Torino

La febbre della velocità nel DNA della città (manifesto comunale del 1852)


I precursori
Nel 1895 Giuseppe Lanza (1868-1947) proprietario di una fabbrica di candele (che più tardi, dopo una fusione, divenne l’attuale Mira Lanza) realizza la prima automobile costruita nell’officina dei fratelli Martina.

Giovanni Ceirano (1860-1912, nella foto a fianco) per anni costruttore di biciclette Welleyes, su licenza, successivamente importatore dei motocicli Gladiator, nel 1899 iniziò a costruire in proprio automobili, anch’esse chiamate Welleyes.
L’offina era in corso Vittorio Emanuele 9 nel cortile della casa di Vincenzo Lancia che inizierà lavorando con lui.
Nel 1904 Matteo Ceirano, in via Madama Cristina, diede vita alla Itala poi trasferita nella barriera di Orbassano.



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Cresce la febbre dell’auto
A Torino nel 1904 circolavano 145 automobili, nel 1910 erano già 2.013
Nel 1908 c’erano venti vetture pubbliche a motore in sette posteggi che iniziarono a sostituire le Cittadine (le carrozze pubbliche trainate da un cavallo).
Inizialmente le auto non avevano parabrezza (ritenuto pericoloso in caso di incidente).
Il tergicristallo venne adottato nel 1920
Anche l’uso delle portiere laterali si fece attendere, si preferivano infattti fiancate basse per poter saltar fuori alla svelta in caso di problemi.
La passione per l’auto si diffonde ben presto favorendo la nascita di numerosi costruttori:
la Taurinia, nel 1902, in via Principi d’Acaja 37, poi via Salbertard 14.
Carlo Quagliotti in corso Re Umberto 49.
In corso Valdocco 1 la Fert di Antonetti e Ugonino
In corso Valentino (Marconi) 37 dal 1903 al 1906 si costruirono vetture a vapore Cuccotti.
La Lux in corso Valentino 2 arrivò a 300 operai.
Nel 1905 la Krieger in corso Regina Margherita 46 che produceva macchine elettriche.
La Diatto in corso Moncalieri 15, inizia costruendo carrozze.
Nel 1914 nascono la Vittoria e la Zeta, quindi la Nazzaro e la Chiribiri (confluita nella Lancia).
Nel 1919 la Temperino ebbe un discreto successo anche all’estero ma dovette chiudere a causa del fallimento, nel 1926, della banca di Sconto.
Nel 1925 chiuse la FAST (Fabbrica Automobili Sport Torino).
Nel 1922 in via Goito 12 apre la FATA (Fabbrica Anonima Torinese Automobili), che fu poi l’ultima impresa nel settore di Giovanni Ceirano, chiusa nel 1945.
Dopo l’apertura in zona della Fiat e della Rapid la frazione Molinette passò da 5.491 a 14.879 abitanti

FIAT
(Fabbrica Italiana Automobili Torino) nasce per iniziativa di Giovanni Agnelli, ex ufficiale di cavalleria nato a Villar Perosa nel 1866, che riunì attorno a se un gruppo di nobili e finanzieri piemontesi.
Il 1 luglio 1899 nel palazzo Bricherasio, in via Lagrange 20, furono concordate le condizioni e l’11 luglio fu redatto l’atto notarile che ne sanciva la nascita.
La Fiat punta a una produzione esclusivamente automobilistica, all’inizio non si occupa di biciclette (lo farà nel 1914, a fama già consolidata), né di automobili elettriche o a vapore, benché Emanuele Bricherasio ne avesse sostenuto la validità.
Per questo indirizzo prevale il parere di Giovanni Agnelli, la Fiat così punta subito tutto sulla vettura a benzina.

Nello stesso modo si comporta in quanto a sede: non occupa capannoni o edifici di fortuna, bensì progetta e fa costruire fabbricati previsti appositamente per la costruzione di automobili. Già nel primo Consiglio di Amministrazione, tenutosi lo stesso giorno della costituzione (11 luglio 1899), a chi propone di intraprendere subito la fabbricazione di automobili, rilevando o affittando lo Stabilimento Ceirano (l’Avvocato Cesare Goria Gatti), si obietta che: “nell’attuale Stabilimento Ceirano non vi era mezzo di intraprendere una lavorazione così accurata come propone il nuovo stabilimento”. Infatti, si aggiunge che “i motori costruiti dalla Ditta Ceirano peccano di non troppa finitezza”.


Vi è un nesso diretto, anche se soltanto simbolico, tra l’Esposizione del 1898 e la nascita della Fiat.
Il nuovo stabilimento viene infatti eretto in corso Dante, nel 1899 proprio sull’area che l’anno precedente aveva ospitato la “Galleria del Lavoro” dell’Esposizione.
L’azienda si sviluppa anche grazie alla vicinanza e alla facilità di collegamenti con la Francia che, al tempo, era il centro propulsore di questa nuova industria.
La prima vettura prodotta fu la 3 1/2 HP che in effetti altro non era che la vettura che l’ing Aristide Faccioli aveva brevettato per conto di Giovanni Ceirano, la “Welleyes” acquistata dalla Fiat assieme a studi ed attrezzature per poter essere costruita immediatamente senza perdere tempo per progettarne una propria. Ne furono prodotti 8 esemplari.

 

 

 

La palazzina del Valentino dove si tennero i primi Saloni dell’Automobile. A destra: i danni causati dai bombardamenti allo stabilimento Fiat del Lingotto, durante la II guerra mondiale.

 

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Produzione della Lancia dal 1907 al 1918
Anno Produzione autovetture-autocarri
1907-1908: 131 (sole autovetture)
1909: 150 (sole autovetture)
1910: 258 (sole autovetture)
1911: 357 (sole autovetture)
1912: 405 (402 autovetture, 3 autocarri)
1913: 447 (390 autovetture, 57 autocarri)
1914: 462 (457 autovetture, 5 autocarri)
1915: 511 (393 autovetture, 118 autocarri)
1916: 686 (415 autovetture, 271 autocarri)
1917: 855 (392 autovetture, 463 autocarri)
1918: 894 (35 autovetture, 859 autocarri)


Il 29 novembre 1906: nasce la Lancia creata da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin.
Vincenzo Lancia era già molto noto nell’ambiente automobilistico per i prestigiosi successi sportivi conquistati, a partire dal 1900, al volante di vetture Fiat.
Nel febbraio 1907 un incendio aveva danneggiato i suoi macchinari, distruggendo anche i progetti.


Il primo prototipo della casa usciva comunque nel settembre del 1907.
Lo stabilimento di via Ormea però aveva la porta troppo stretta così si dovette provvedere all’allargamento immediato a colpi di piccone per consentire alla prima Lancia di lasciare l’officina .
La produzione iniziò nel 1908, anno in cui il primo chassis Lancia, il 12 HP, veniva esposto all’VIII Salone dell’automobile di Torino.
La denominazione d’officina era “tipo 51” ma la vettura sarà ribattezzata Alfa quando, nel 1919, il fratello del costruttore, Giovanni, studioso di lingue classiche, suggerirà a Vincenzo di utilizzare le lettere dell’alfabeto greco per contraddistinguere i diversi modelli.

Carrozzieri e Design
La città non è solo la sede di Fiat e Lancia ma di numerosi carrozzieri che hanno fatto la storia del design automobilistico.
Inizialmente uno dei maggiori innovatori fu Carlo Biscaretti. Seguirono poi con grandi successi questa tradizione: Marcello Alessio, Nuccio Bertone, Canta, Ghia, Giorgetto Giugiaro, Viberti, Vignale.

La Pininfarina nasce nel 1930 fondata da Battista “Pinin” Farina e si dedica inizialmente allo studio e alla costruzione di carrozzerie speciali, esteticamente e tecnicamente innovative, contribuendo in modo determinante a far acquisire allo stile italiano fama e immagine nel mondo.

A partire dagli anni ’50 passa gradualmente alla dimensione industriale collaborando con le case automobilistiche di tutto il mondo nei settori del design, dell’engineering e della produzione automobilistica di serie.
Sergio Pininfarina, nominato poi Senatore a vita, diventa presidente alla morte del padre Battista. Il diminutivo “Pinin” viene aggiunto al suo cognome solo in un momento successivo e viene legittimato per decreto legge nell’anno 1961.